sabato 22 febbraio 2014

Alle elementari o alla materna? Scelga lei. Ma anche no.




Il prossimo anno pare che il pulcino andrà alle elementari.
Pare, forse, dipende.
Sembra che l'ultima parola sarà la mia. Valuterò l'opportunità di far varcare alla pulce la soglia di un nuovo percorso scolastico con bambini che viaggeranno tra i sei e gli undici anni. Oppure chiederò che venga trattenuto un altro anno alla materna.

Ipercinetico, iperattivo, incapace di stare per più di due minuti seduto su una sedia, una panca, un divano.
E se resta seduto ha le gambette che scalciano in continuazione, gli occhioni che osservano tutto e che vengono catturati da tutto: una mosca che vola, una voce dalla strada, un foglio appoggiato sulla libreria.

Se dovrà varcare quella soglia lo farà certamente con un'insegnate di sostegno nuova di zecca. Ma ci sta: scuola nuova, vita nuova, E compagni nuovi e nuove salite e si spera nuove discese.
Se invece decidessi/decidessimo di trattenerlo un anno alla materna, ecco che si apre la lotteria.

Siamo stati fortunati io e la mia pulce. Per due anni la sorte ci ha regalato la stessa insegnante di sostegno, donna di polso e di grandissimo cuore (mio figlio ha bisogno di polso e fermezza). Ma non è detto che la sorte sia così benevola anche per il terzo anno.

Ai piccoli disabili non è garantito il diritto alla continuità educativa. Il sostegno in Italia è una pezza tagliata e cucita sulle necessità degli insegnati e non dei bambini. C'è una graduatoria dove il piccolo disabile non rientra nemmeno come asterisco o noticina a piè di pagina. Se l'insegnate Ics vuole andare nella scuola della mia pulce, la brava Ypsilon deve cedere il posto senza fiatare.

A me piacerebbe veramente scegliere. Scegliere se far fare un anno di materna in più al frugolo con Ypsilon che lo guiderà tra nuovi compagni di classe (e vecchi, anche se più giovani, compagni di scuola) in quei corridoi e spazi enormi che già conosce; oppure se tentare la sorte e spedirlo alle elementari.
Scegliere mi piacerebbe assai. Ma non posso. Perchè come dicevo, la continuità del sostegno non è prevista.

E allora ecco che mi tocca arrotare le unghie e i denti, fare la voce grossa e arruffarmi i capelli. E quindi sottolineare che certo, sceglierò, ma solo con la garanzia che Ypsilon possa restare in quella scuola. E dato che non è possibile,
e se i terapisti che seguono il puffo consigliassero la permanenza alla materna,
e se Ypsilon non ci sarà,
e se il Direttore Generale dell'USR mi dicesse "Scusi signora ma fondi non ce ne sono (e per la scuola questa è più che una probabilità, direi una certezza) e non possiamo trattenere suo figlio alla materna",
mi toccherà sparare tutto l'arsenale (unghie, denti, capelli, voce) e minacciare ricorso al TAR.

Ricorso al TAR. Costo stimato spese legali: 2.500 euro (senza contare danni epatici e gran rotture varie).
Voi capite che non possiamo, noi genitori minori di figli di un dio minore, vagare ogni santo giorno per gli uffici con la schiuma alla bocca e gli occhi iniettati di sangue. Non è bello, ma soprattutto fa male alla salute.

E allora quello che andrebbe fatto è sensibilizzare i cittadini figli di un Dio Maggiore, raccontando gli scherzetti sadici della burocrazia, i vuoti di diritto, le disattenzioni del legislatore.
Niente pubbliche esposizioni dei pargoli e delle loro specialità. Ma pubblici sputtanamenti alla ricerca di chi possa indignarsi per l'abbandono dello Stato, Regioni, Comuni.

La peridurale ha stuzzicato l'interesse di femministe, mamme, papà, single, medici, ostetriche. Dibattiti sulla condizione femminile in Italia, sul dolore, sul diritto alla salute, alla sicurezza in sala parto.

Il mondo della disabilità pare di scarsissimo interesse. Eppure qui è una vera cuccagna per filosofi e medici, per giuristi e sociologi, per femministe e opinionisti.
Qui c'è di tutto. Dalle mamme oblative che fanno della malattia del figlio l'unica ragione di vita, agli operatori sanitari che ti fanno intendere che tuo figlio potrebbe essere così speciale per la trivalente. Dai metodi riabilitativi più assurdi, ai soliti santonii.
Qui ci si diverte da matti. Altrimenti è la fine.



5 commenti:

  1. Cara amica,
    Ai tempi io chiesi di trattenere il mio alle elementari. iperattivo borderline tenuto nei ranghi solo dalla mia consapevolezza e dai miei sforzi. Pur avendo un marito legale e in teoria presente, anche lui mi disprezzava. La maestra delle elementari mi disse: ma sei matta?
    Il rpimo carabiniere, Santa donna, delle elementari, riusciva a tenerlo nel banco. in terza elementare Dalla Santa Carabiniera si cambia con la dolcissima biancaneve, pure laureata in psicologia. Le ho chiesto: ma devo farlo vedere da qualcuno?
    perchè io vedevo.
    Siamo andati avanti.
    Adesso ha 15 anni, e siamo nel merdone, vuoi l'adolescenza, vuoi tutto quello che non è stato fatto in passato. dalla settimana prossima, lui dopo tante parole, tra me e lui, il padre.... stendiamo un velo pietoso, è un marito legale, ma quanto mi pento di non essermi separata adesso...., almeno ha smesso di fare opposizione e chiamarmi psicologa da strapazzo., Dunque dalla settimana prossima comincia ad andare dalla psicologa.
    L'altra figlia.
    Ho sempre visto le difficoltà assurde che aveva.
    In lacrime in seconda elementare ho chiesto che la fermassimo un anno, per darle modo di maturare....
    Ma sei matta?
    Seconda media. Quest'autunno il disastro. Ci consigliano di fare i test per la dislessia. Qi, Wisch e compagnia. Un po' dislessica, non grave lo è, ad averlo saputo fin dall'inizio, banalmente non avremmo distrutto la sua autostima.
    Anche lei continua ad andare dalla psicologa, non per la dislessia, ma perchè ormai si è convinta di non valere nulla, di essere stupida. Il suo QI dal 97, sotto stress passa a 60. Una banale interrogazione la rende una handicappata.
    Io vado dalla psicologa, perchè mi sento un fallimento totale.

    Vuoi la chicca?

    le scuole erano entrambe private, ed entrambi i figli avevano fatto dei test in econda elementare per evidenziare possibili problemi in tempo. Erano normali.
    Eppure io mi ricordo che quando andai a prendere quei test, ero consapevole che mi avrebbero detto che bisognava intervenire.

    Tutti sono concordi solo nel dire che: i miei figli hanno dei genitori stupendi, che fanno dei veri miracoli di consapevolezza.

    Cosa farei al tuo posto?

    Lo lascerei ancora un anno alla materna. A giocare. A continuare il percorso con chi lo ha compreso e lo capisce. Che fretta c'è di mandarlo nel merdone, allo sbaraglio? Che fretta c'è, che tanto il traguardo finale è essere disoccupati prima?

    Fallo giocare, fagli godere queste età felici, questi nostri figli perchè devono seguire le tabelle di marcia che INCOMPETENTI HANNO deciso?

    Perchè, se chi lo ha seguito fin qui, non può continuare a seguirlo anche dopo?
    Lui chiede di andare a scuola? Lui si annoia alla materna?
    I nostri ragazzi sono più intelligenti degli altri, ma noi li facciamo sentire inadeguati.
    Tutti devono stare nella media gaussiana.
    Basta.
    le persone umane sono diverse.

    NOn è possibile personalizzare la scuola.
    Ma ai miei tempi c'era chi andava a scuola a 5 anni e chi a quasi sette.
    Le maestre non parlavano di dislessia, io sono dislessica, l'ho capito ora, ma la maestra banalmente l'aveva capito prima di me, mi diede iniezioni di fiducia, e mi ricordava di controllare là dove la mia dislessia mi poteva far cadere, e se cadevo lì, non mi segnava errore. Io adesso ho dovuto portare un certificato alla scuola e a ogni insegnante affinchè mia filgia si sentisse libera di scrivere in stampatello e non in corsivo. 45 anni fa, non sarebbe successo, la mestra avrebbe capito e avrebbe detto: Valeria! tu scrivi in stampatello. Tutto lì.

    E' un modo standard.
    Ma le persone non sono standard.

    Hai tutti i miei riferimenti se hai voglia di chiacchierare.
    Vado che la solita analgesia e il solito cesareo mi chiamano.

    Un grande abbraccio

    Valeria

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  2. scusa, lapsus, io chiesi di trattenerlo alla materna. Il mio primo.E la maestra della materna mi disse che ero fuori come un balcone.

    la seconda chiesi di farle ripetere la seconda, invec

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  3. L'estate passata, durante il terzo trimestre di gravidanza, per caso ho scoperto il sito epiduraleblogspot. Casualità fortunatissima perché la lettura dei post mi ha aiutato a resistere alle pressioni delle amiche "neopagane" e naturiste e a non colpevolizzarmi perché desideravo mantenere la mia identità nonostante la maternità. Dopo la nascita del papozzolo ho controllato spesso il blog nella speranza di qualche nuovo post, poi ho smesso. Ieri ho scoperto il motivo del silenzio e il nuovo blog. Ho provato dolore e, allo stesso tempo, la mia stima e la mia gratitudine per la geka sono aumentate. E non pensavo fosse possibile. Io insegno alle scuole superiori, per la precisione negli istituti professionali, scuole in cui spesso il numero dei ragazzi speciali è elevato e quindi conosco il problema del sostegno e anche quello degli esperti delle Asl. So che specializzazione e competenza spesso sembrano non interessare a nessuno. So come è difficile per un genitore vedere rispettati i diritti del proprio figlio speciale e trovare un professionista che riesca veramente a individuarne le potenzialità. Troppo viene lasciato al caso, alla buona volontà degli onesti e dei benintenzionati. È la prima volta che intervengo su di un blog, ti prego di accettare, anche se non mi conosci, il mio simbolico abbraccio. Qualunque battaglia tu voglia fare sull'argomento scuola e sostegno e neuropsichiatria delle Asl io sono disposta a seguirti con la mia modesta esperienza di docente.

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    1. Ciao Paola,
      abbraccio ricambiato e apprezzato :)
      Purtroppo questo blog mi costa un'immane fatica in termini di tempo e di rosicature di fegato.
      Ho nel cassetto tre o quattro chicche che pur partendo dal particolare possono essere tranquillamente universalizzate.

      L'impreparazione delle insegnanti di sostegno e delle accudienti nel campo della disabilità (che è come noto vasto e sempre diverso nell'unicità del piccolo) sono francamente imbarazzanti.

      Non vuole essere una critica alla professionalità e impegno dei maestri e delle maestre (e degli accudienti) ovvio. Ma una critica al sistema scuola che ha partorito l'idea di sostegno così come la vediamo: una foglia di fico per garantire formalmente il diritto allo studio dei disabili.

      Il tuo contributo mi interessa eccome. Io son qui.
      Appena trovo un secondo di tempo apro una casella per il blog. Prima però sarà meglio pubblicare uno dei quattro post che dormono nella madia :)

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  4. Sono perfettamente d'accordo sulla foglia di fico :) purtroppo quella foglia un po' corta è assurta allo status di dogma. Il principio è ottimo e su questo penso si sia d'accordo ma, ahimè, l'effettiva messa in pratica non può essere assolutamente criticata :(

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